Sponda-pöte s.f. = Inciampo, intralcio
Intralcio, ostacolo, intoppo, specificamente riferito ai pedoni che inavvertitamente colpiscono una sconnessione del suolo che fa inciampare, incespicare mentre si cammina spediti.
Questo colpo viene dato inavvertitamente e forte proprio dalla punta del piede e perciò il dolore resta colà localizzato.
Giuànne ho pigghjéte ‘na sponda-pöte e ‘natu pöche ce ne jöve ndèrre = Giovanni ha preso un inciampo che per poco non lo faceva ruzzolare per terra.
Secondo me sponda-pöte può significare “urtato con la punta del piede”. Comunque ‘u pöte = il piede c’entra nell’inciampo.
Sinonimo (clicca→) ‘ndrùppeche.
Contrario, nel senso di avvallamento, che comunque fa inciampare (clicca→) sgùtte (o anche, al femminile, sgòtte)
“Sponde” (li sponde), erano dei piccoli ferretti, piatti a mezzaluna, che, gli “scarpari” dell’epoca, apponevano sulla punta e sul tacco del cuoio delle scarpe nuove per non farle consumare.
La scarpa non si consumava, tanto che, con l’accrescimento del piede, alcuni (non tutti per fortuna nostra…) aprivano la punta della scarpa e tagliavano la pelle della tomaia all’altezza del calcagno. Questa era una delle tante pratiche dell’epoca, dettate dal risparmio o dalle disagiate condizioni economiche, che per fortuna sono scomparse.
Sempre a proposito del risparmio sulle scarpe, la mia defunta nonna, casse 1902, mi raccontava che, ai cinesi dell’epoca, fasciavano i piedi degli adolescenti con un attrezzo metallico affinché i piedi di tutti i cinesi fossero dello stesso numero (39), ovvero di quello che lo stato forniva le scarpe gratuitamente.
Non ci ho mai creduto!