La pèchere pe giustìzzje e l’agnjille pe desgrazzje
Alla lettera significa: la pecora per giustizia e l’agnello per disgrazia.
Va chiarito che si tratta di linguaggio figurato, come avviene in quasi tutti i proverbi. La pecora e l’agnello simboleggiano gli esseri umani, gli anziani e i giovani.
Il tema è la morte.
Se essa ghermisce una persona avanti negli anni, è in qualche modo giustificata (giustìzzje = è giusto), ma se raggiunge una persona giovane è sicuramente una sciagura (desgrazzje = è sventura)..
Il proverbio è chiaramente un po’ consolatorio come per dire che se muore una persona adulta, l’evento è, diciamo, assimilato, metabolizzato come una svolta naturale e attendibile: la sua vita l’ha vissuta ormai…
Se invece muore un individuo giovane in dolore è straziante e inconsolabile.
Insomma se muore un genitore, i figli si rassegnano in tempi relativamente brevi . Se invece muore un figlio i genitori non si rassegnano mai. Vero?
Nostro Signore stesso è presentato come l’Agnello sacrificale.
Scusate se sono scivolato su un argomento un po’ triste. La vita stessa è questa.
Io penso che convenga a questo punto pensare piuttosto all’agnello cotto alla brace con numerosi turcenjille…
Il proverbio mi è stato riferito e spiegato dalla signora Nella Riccardo, ultra-ottantenne, che voglio ringraziare qui pubblicamente.
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